In questa sezione, spieghiamo brevemente le tecniche di stampa utilizzate tra i prodotti di questo sito.


STAMPA DIGITALE DIRETTA

Sviluppatasi negli ultimi 10 anni, la stampa digitale diretta ha permesso un forte incremento del mercato on demand, permettendo di riprodurre grafiche complesse, anche fotorealistiche, senza dover ricorrere ai costi di impianto della serigrafia. Il capo viene stampato con una stampante dotata di testine CMYK più bianchi, e passato in forno per l’asciugatura dell’inchiostro.
Sui capi colorati, necessità però di un pretrattante, che permetta all’inchiostro bianco di aderire e fare da base per dare brillantezza ai colori superiori.
Il principale limite di questa tecnica di stampa, però, è rappresentato dai tessuti: funziona bene su 100% cotone, possibilmente pettinati, mentre non può stampare su tessuti tecnici (se non con processi e pretrattamenti costosi al punto da risultare potenzialmente antieconomici). Tutto quello che sta nel mezzo, deve essere testato e messo a punto per una resa ottimale.
Questo, in altre parole, restringe molto il suo campo di utilizzo a tshirt, polo, alcuni modelli di felpe e camicie, shopper in cotone.

 

STAMPA SERIGRAFICA

È la tecnica di stampa più antica, e ancora oggi la più produttiva possibile per quanto concerne il mondo dell’abbigliamento.
Sostanzialmente versatile grazie alle produzioni di inchiostri speciali, che spaziano da quelli per realizzazioni fluo e glitter a quelli tecnici per materiali specifici.
Il principale limite è dato dalla necessità creare un impianto per ogni colore di stampa, e dalla messa a registro di questi tra loro: questo comporta un lavoro di preparazione iniziale che rappresenta un costo importante da ammortizzare sul numero delle stampe effettuate, che iniziano quindi a convenire da produzioni medie. Questo limite, però, la fa risultare attualmente imbattibile pe prezzo/rapidità su produzioni grandi o grandissime.
Potenzialmente è utilizzabile su tutto quello che sia in grado di essere fermato su un piano, e infatti viene utilizzata in moltissimi campi, dall’oggettistica,
all’industria del vetro, ai tastierini per auto e elettrodomestici, fino addirittura ai
circuiti stampati per l’elettronica.


STAMPA TRANSFER

L’aggettivo transfer indica la necessità di trasferimento della stampa, una volta ultimata, sul capo da personalizzare. Si tratta quindi sempre di stampe che, con altra parola, possiamo definire termoadesive, perchè necessitano di un passaggio in pressa per essere trasferite e saldate sul capo.
A seconda di come viene realizzata la stampa, poi, possiamo avere prodotti a intaglio, prodotti da stampa e taglio, o prodotti da stampa diretta su film.

Vediamole nel breve:
– intaglio: partendo da rotoli di pellicola monocolore, si inseriscono su un plotter da taglio che, attraverso una lama, delinea i contorni del soggetto. La parte eccedente viene rimossa con uno spellicolino, e resta il logo da applicare successivamente con la termopressa;
– stampa e taglio: i rotoli di partenza in questo caso sono bianchi, come fossero fogli di carta pronti per essere stampati. Il plotter nel quale vengono inseriti, prima effettua la stampa del soggetto (che quindi può essere multicolore) e poi procede a tagliarne i contorni.
Anche qui, il materiale in eccesso va rimosso manualmente;
– la stampa diretta su film: qui i rotoli di partenza sono trasparenti, e il plotter da stampa procede a depositare l’inchiostro con procedimento inverso. Successivamente la macchina spolvera le stampe con una colla apposita e essicca il tutto mediante un forno a nastro. In questo modo, le stampe sono immediatamente disponibili senza la necessità di rimuovere materiale in eccesso, diminuendo i tempi di realizzazione e soprattutto permettendo la gestione di frastagliature del soggetto.

RICAMO

È la tecnica di personalizzazione più riconosciuta dagli utenti finali perché di uso domestico e quotidiano, spesso definita dal cliente poco esperto “cucito”. Il capo viene tenuto fermo tramite un telaio tendi tessuto e il logo viene realizzato con fili colorati che si annodano fittamente al tessuto tramite il lavoro di aghi. Sottoponendo il tessuto ad una sollecitazione notevole, è più indicata su quelli compatti e robusti, sebbene il problema venga in parte ovviato applicando dietro al tessuto stesso uno strato di carta che, a seconda delle caratteristiche, fa da supporto rigido alla lavorazione. Specificato questo, vengono comunque ricamate anche tshirt, sebbene il suo principale utilizzo sia su polo, camicie felpe, giacche di vario genere, zaini, borsoni e cappellini.
Il ricamo può inoltre essere utilizzato indirettamente sui capi attraverso le patch ricamate: il logo viene realizzato su un tessuto che fa da fondo, il quale viene poi ritagliato e applicato sul capo tramite cucitura o termocolla sul retro.


STAMPA SUBLIMATICA

Come suggerisce il termine, l’inchiostro in questa tecnica di stampa procede per sublimazione, ovvero viene trasferito sul tessuto sfruttando l’evaporazione a temperature intorno ai 165 gradi.
Le implicazioni di questo procedimento sono principalmente due: tingendo letteralmente il tessuto, va trasferita su tessuti bianchi o chiari, per evitare che l’inchiostro si mischi e si alteri nella tintura preesistente del tessuto inoltre, venendo trasferito alla stessa temperatura con la quale si stampano serigrafia e stampa indiretta, eventuali sovrapposizioni di queste tecniche possono creare problemi in quanto l’inchiostro sublimatico viene invitato a migrare su livelli di stampe successivi, creando una contaminazione.
Un esempio classico, da questo punto di vista, è la stampa dei numeri o degli sponsor sulle divise sportive in poliestere, che sono realizzate con inchiostri sublimatici: se non vengono usati prodotti specifici che blocchino la migrazion del colore, le stampe applicate sbiadiranno restituendo gli aloni della grafica sottostante.